A.S.C.E.

Associazione Sarda Contro l'Emarginazione

Attivato a Selargius il servizio di segretariato sociale

L’Assemblea dell’A.S.C.E. in Selargius ha approvato il nuovo Servizio di Segretariato sociale in supporto alle persone in difficoltà per qualsiasi ragione e che non trovano altrove l’ascolto dovuto.

In un mondo in cui le Istituzioni sono più interessate agli affari e al potere che al benessere delle persone e maggiormente in tempo di Coronavirus, “un grande e crescente numero di persone in difficoltà va alla ricerca di una soluzione che non trova, perde l’orientamento, ricorre ad espedienti per sopravvivere o vaga senza speranze”.

Eppure, in una società civile, nessuno dovrebbe rimanere solo. Perciò abbiamo avviato uno sportello di segretariato sociale che intervenga laddove l’ente pubblico non agisce. Perciò non resta che l’autorganizzazione e l’auto aiuto popolare. Nasce così l’attività del Segretariato sociale popolare!

L’attività è supportata da un gruppo di volontari e di specialisti nei più svariati campi e riceverà su appuntamento, il lunedi e il giovedi mattina dalle 9 alle 12, telefonando al 3501658405 o chiedendo al Centro di Via Istria 134.

Esso si aggiunge al Servizio spesa, per chi non può muoversi dalla propria abitazione e il soccorso alimentare e generi di prima necessità per le famiglie bisognose, attivo tutti i giorni della settimana esclusi la domenica e i giorni festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 18 alle 20

Di seguito pubblichiamo la presentazione della nuova attività di Segretariato Sociale approvata dall’Assemblea.

Per info: 350 165 84 05

Stefano Colaneri

Introduzione all’attività di segretariato sociale

L’idea di svolgere un’attività di Segretariato sociale è semplice.

Parte dalla considerazione che viviamo in un mondo fortemente ingiusto dove i diritti naturali, le opportunità e quindi le possibilità di sviluppo della persona, per una grandissima e crescente parte della popolazione, sono estremamente diseguali, ridotti o negati.

Si pensi che tra i paesi più popolosi dell’Ue, l’Italia è quello in cui è maggiore la forbice tra ricchi e poveri. (EUROSTAT).

Da notare che con la pandemia in corso il divario è ulteriormente aumentato, chi era già ricco è diventato ancora più ricco, investendo nella finanza e non nella produzione di beni e servizi e chi era povero è ancora più povero. I numeri delle persone costrette a rivolgersi ai centri di solidarietà per le necessità più elementari sono spaventosamente aumentati.

Le Istituzioni sono quindi costituite e/o asservite alla logica di quel sistema sociale dove la persona umana non gode della primaria attenzione della politica che è riservata invece agli affari e al potere oggi in mano a sempre più ristrette minoranze. Alla persona rimangono le briciole. Così anche i Servizi generali e perfino quelli alla persona, risentono della diversità di interessi che condizionano i governi. In definitiva la persona è ridotta a operaio, impiegato, paziente, cliente, consumatore, utente. Solo numeri, da contare quando si devono far tornare i conti di una economia dei ricchi e per i ricchi.

Ora, un servizio di segretariato sociale esiste o dovrebbe esistere in ogni comune. Esso però è concepito soltanto come luogo che si limita ad ascoltare, informare e orientare. Praticamente un servizio che indirizza altrove la persona, a prendere le sue briciole, quando ci sono.

La scarsità di mezzi e di risorse che le amministrazioni comunali riservano ai servizi sociali è un segno evidente dello scarso interesse pubblico ad ascoltare e ad intervenire per i problemi delle persone che manifestano necessità, più interessati viceversa al mantenimento dei privilegi e del potere, agli appalti, alle costruzioni, ecc…

Un grande e crescente numero di persone vaga alla ricerca di una soluzione che non trova, perde l’orientamento, trova gli espedienti per vivere o vaga senza speranze.

Da qui la necessità di intervenire con uno sportello di segretariato sociale che intervenga dove l’ente pubblico non interviene.

Va inoltre considerato che le persone che vivono in condizioni di bisogno materiale spesso soffrono anche altre carenze: di cultura, di formazione, di capacità a risolvere autonomamente i propri problemi, di consapevolezza della propria condizione, dei propri doveri, delle proprie capacità o incapacità.

E sono spesso il risultato di un abbandono e una deprivazione dei diritti fin dalla nascita.

Perciò ci impegniamo a non limitare la nostra azione solidaristica alla cura del momento e a svolgere quanto necessario per la promozione della persona nel contrasto delle cause del suo disagio.

Ecco allora la necessità di ricorrere all’autorganizzazione e all’auto aiuto come comunità, per sostenere tutte quelle persone che richiedono un ascolto attento, non solo un altro indirizzo ma un vero interessamento, un accompagnamento (che può essere espresso con un “se non risolve mi faccia sapere” ma che può anche essere un accompagnamento personale), fino al trattamento collettivo quando occorresse un’azione di rivendicazione e di pressione perché le loro lecite richieste siano soddisfatte.

Non ci sostituiamo quindi ai servizi già esistenti e funzionanti ma, interveniamo quando una persona non trova ascolto altrove o non sa a chi rivolgersi e non sa cosa fare per liberarsi dal suo malessere.

Ecco quindi che il popolo (di cui facciamo parte) aiuta il popolo, il popolo si auto aiuta e si mobilita perchè nessuno rimanga solo!

Tecnicamente funziona come un punto di accoglienza della persona, attorniato dalla nostra rete regionale, da un indirizzario di Enti pubblici e/o enti privati, sportelli o Uffici di competenza, di amici che operano in quegli Enti pubblici e/o privati, di altri soci o amici che hanno delle specifiche competenze oltre ad una base di persone sensibili e solidali che siamo noi stessi e i nostri alleati.

Abbiamo un responsabile/coordinatore, uno o più operatori e un Gruppo di gestione che ne monitorizza l’andamento, che esamina i casi più complicati e difficili. Trattiamo di uno strumento anche per tutti noi e per le persone con le quali entriamo in contatto. Di riservato in tutto questo c’è solo il nome della persona che chiede aiuto. Tutto il resto può essere argomento da socializzare. Le riunioni, i seminari, i corsi di aggiornamento sono assolutamente aperti a tutte/i.

Stili e metodi, anche qui devono essere coerenti con la predisposizione a condividere il disagio, accogliere quindi la persona con la massima disponibilità e indirizzarla verso il servizio utile. In alcuni un servizio può essere coperto direttamente da noi, attraverso chi sa farlo, con una telefonata o la compilazione di un modulo, altre volte la persona va assolutamente affidata ad altre competenze (noi possiamo chiedere di essere informati degli esiti, manifestando così anche il nostro vero e pieno interesse.

In breve, ci facciamo carico anche noi del suo disagio e se ha bisogno l’aiutiamo a rimuoverlo. Alla persona assistita chiediamo di essere parte attiva , nella misura in cui può, in modo tale che essa stessa possa imparare ad arrangiarsi da sola e magari aiutare un’altra persona.

In breve, il nostro vorrebbe essere un presidio di mutualismo e solidarietà, un luogo di partecipazione civile e democratica alla vita sociale, utile a costruire o rifondare una comunità solidale e una società migliore.


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