A.S.C.E.

Associazione Sarda Contro l'Emarginazione

L’avventuriero ERDOGAN e la RESISTENZA del popolo Kurdo

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di Antonello Pabis – I rabbiosi attacchi aerei di oggi, ordinati dal Governo dell’AKP verso i luoghi 1277234_1570943313140240_4599110805947547379_osimbolo della resistenza popolare kurda, non ci sorprendono!
Nel tempo, la zona dei Monti Qandil, dove si troverebbe il comando centrale delle Forze di Difesa del Popolo (HPG) ha subito innumerevoli incursioni aeree da parte dell’aviazione turca e bombardamenti che hanno prodotto non poche vittime fra la popolazione civile.
Lo storico appello di Ocalan, del 21 marzo 2013, diretto al PKK e al Governo Turco, sembrava potesse cogliere il risultato della definitiva cessazione della lotta armata.
Le HPG, lasciarono la Turchia e si ritirano oltre confine, non senza numerosi provocazioni da parte turca.
Anche i colloqui fra il detenuto Ocalan e lo Stato della Turchia sembravano aver imboccato un’autostrada
L’opinione pubblica risultava nettamente favorevole, anche se continuava lo scontro fra falchi e colombe, al quale si sovrapponevano le operazioni di maquillage del regime di Erdogan.
Provocazioni e attentati al processo di pace si susseguirono e non sono mancate alcune azioni di ritorsione da parte kurda.
Nell’insieme, seppure indebolito, il processo di pace sembrava tenere.
Ma il 13.10.2014 un’altra pesante incursione aerea nella stessa area e oltre i confini della Turchia ha dato il via ad una inesorabile inversione di tendenza.
Era già iniziata l’operazione dell’ISIS contro Kobane e via via sono apparsi numerosissimi e pesanti, gli indizi di collusione della Turchia con le bande dei tagliagola.
Da allora la Turchia si è distinta per la chiusura delle frontiere agli aiuti verso Kobane e il Rojava; la repressione, con circa 42 morti, delle manifestazioni di protesta dei kurdi; la facilitazione dei mercenari nel passaggio delle stesse frontiere; l’annuncio dell’invasione del territorio del Rojava per “confiscare” quei territori e realizzare la tanto rivendicata “striscia di sicurezza”.
Ricordando la strage di Roboski, l’operazione KCK che portò in prigione migliaia di militanti kurdi, il recente attentato a Diyarbakir contro la folla che aspettava il comizio di Demirtas (co-presidente dell’HDP) e l’eccidio di Suruc … quella attuale è la provocazione più dura e forse mortale per l’intero processo di pace invocato da Abdullah Ocalan.
Personalmente non credo che sarà così, anche se sugli interi avvenimenti pesa il declino di Erdogan e la sua ossessione kurda.
E’ comunque presto per dirlo. Ci sono altri attori in campo e occorrerà decifrare i diversi movimenti. Gli USA sembrerebbero aver disegnato un’altra mappa del Medio Oriente rispetto a quella di Erdogan. C’è da chiedersi se l’avversario interno (al popolo kurdo) di Ocalan, il filoamericano Barzani, riuscirà a controllare la risposta dei kurdi irakeni di fronte all’appello per una mobilitazione popolare generalizzata, sopratutto in Turchia ma non solo. Il richiamo della kurdità è sempre molto forte!
Ci sono anche l’Iran, la Russia e innumerevoli altri protagonisti o comprimari, i cui movimenti non sono sempre prevedibili.
Intanto aumentano le difficoltà di Erdogan che, dopo aver tanto alimentato l’odio antikurdo e l’estremismo religioso e oggettivamente favorevole ad ISIS, oggi raccoglie le conseguenze di una opposizione interna più agguerrita e di una opinione pubblica nettamente divisa ma anche profondamente stanca dell’avventurismo guerrafondaio imposto all’intero paese.
Infine c’è la resistenza del popolo kurdo che sembra infinita e disposta anche al massimo sacrificio e con la quale occorrerò fare i conti, considerando anche le crescenti simpatie fra i democratici turchi.
Ora il Governo Davutoglu sta cercando di imbavagliare l’informazione ed ha vietato la Manifestazione prevista a Diyarbakir per domani 26 luglio.
Non sono uno scommettitore ma sono disposto a rischiare puntando tutto sul fatto che quella Manifestazione si terrà comunque, che verrà probabilmente attaccata e che in tale evenienza la reazione popolare non si farà attendere!


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