Interventi e riflessioni,  Osservamedia Sardegna

Reagire al panico da infodemia, considerazioni intermedie su media e Covid-19

Pubblichiamo un primo documento dell’osservatorio Osservamedia Sardegna sulla narrazione mediatica dell’emergenza Covid-19, consultabile e scaricabile qui: Reagire al panico da infodemia, considerazioni intermedie su media e Covid-19.

“Da quando questo osservatorio si è costituito, cerchiamo di mantenere un occhio sulla realtà che sia distaccato dal flusso istantaneo ed incessante dell’informazione che siamo chiamati ad osservare.Rifuggiamo, per metodo, dall’intervento costante e continuo sui quotidiani errori e abusi che avvengono nell’informazione pubblica, perché altrimenti il nostro lavoro sarebbe continuamente assorbito nel collezionismo di reperti giornalistici, risultando schiacciato sull’attualità, in un flusso concettuale piatto e superficiale fatto di continue ripetizioni degli stessi contenuti informativi, senza una loro elaborazione: ciò che è esattamente uno dei peggiori difetti strutturali della dittatura dell’attualità e dell’istantaneità che comanda oggi la comunicazione pubblica, sia quella giornalistica, sia, in maniera ancora più veloce, superficiale e compulsiva, quella dei social network.

Mai come in questo momento, d’altra parte, si fa improbo il compito di filtrare l’enorme produzione di informazione legata all’epidemia di Covid-19, e d’altra parte, è certamente troppo presto per esercitare un’analisi compiuta del fenomeno sotto un punto di vista mediatico, cosa che certamente sarà fatta da una grande pluralità di studiosi nelle prossime settimane, mesi e anni. Quello che possiamo fare, quindi, è soprattutto cercare di identificare dei pattern generali nel movimento del sistema mediatico in cui siamo immersi e, ancora meglio, cercare di identificare qualche mezzo e qualche fonte per sviluppare ragionamenti più pacati, sulla situazione generale, e su noi stessi dentro di essa. In questo scritto cercheremo di impostare alcuni ragionamenti, suscettibili di correzioni e integrazioni, cercando di partire da una esigenza generale che è quella di raffreddare il pensiero, affilare il senso critico, cercare di individuare dei processi sottesi all’inondazione informativa cui siamo soggetti” (Prosegui la lettura)


3 commenti

  • alessandro milia

    Buongiorno a tutt*
    sono un medico di Nuoro che attualmente lavora in Italia, in Continente, per intenderci 😉
    volevo complimentarmi con l’autore di questo documento in quanto ritengo che, oltre ad essere ben scritto, cristallizzi la situazione attuale con una profondità di ragionamento che è molto difficile trovare di questi tempi. Mi sono ritrovato nella descrizione della situazione psico-lavorativa di noi medici, dettata sia dalla situazione di emergenza stessa, sia dal SSN disorganizzato e confusionario, sia, come giustamente è riportato nel documento, dal mare magnum dei paper scientifici attuale, spesso contraddittori tra loro o mal eseguiti, in cui dobbiamo districarci…
    Il pregio più importante di questo pezzo, per me, è stato sicuramente quello di farmi riflettere un momento su tutto quello che sta succedendo a livello politico e sociale. Prendendo per un attimo una boccata d’aria dal pronto soccorso, riemergendo dall’apnea in cui ci ritroviamo noi medici.
    Umanità, empatia, dubbio e confronto sono quanto mai necessarie di questi tempi
    Ti ringrazio e ancora complimenti

  • Piero Congia

    Gentilissimi dell’Associazione Sarda Contro l’Emarginazione.
    Ho cercato di mettermi in contatto con voi, ho dato uno sguardo al vostro sito, parlato con un vostro funzionario e lasciato il mio recapito.
    Desidero complimentarmi anche io con chi ha scritto questo l’articolo.
    Mi conforta percepire che c’è ancora energia umana orientata a mantenere il contatto con la vita anziché seguire passivi comandi e suggestioni del pastore o movimenti ed emozioni del gregge.
    Da sei anni presiedo la Consulta degli Anziani del Comune di Selargius e colgo che l’impegno a cui ancora dedico energia (nonostante le ripetute sconfitte) sia in linea con la sostanza della vostra missione.
    Credo che il più vasto e distruttivo fenomeno di emarginazione della storia dell’umanità sia quello già avviato e destinato a diventare sempre più virulento contro i due miliardi di anziani oggi viventi.
    A me non sembra difficile cogliere che a questa nostra società (attratta da puntini che luccicano nelle tenebre) sfugga la totale emarginazione che sta riservando nella vita sociale degli anziani (col progresso esteriore dovuto allo sviluppo della tecnologia) e sfugga la totale svalutazione che sta ponendo in atto al patrimonio esperienziale posseduto dagli anziani (col deprezzamento dei valori della vita sostituiti dai globalizzanti valori economico finanziari).
    Se ritenete che nella vostra missione (contro l’emarginazione) esistano le condizioni e gli spazi per collaborare insieme sarà per noi un piacere provarci.
    Grazie per l’attenzione.

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